Il mezzofondista veneziano Miro Buroni, a coronamento del percorso di studio universitario, ha deciso di coniugare le sue grandi passioni: l’atletica e la progettazione.
Ha così sviluppato Pleko, una scarpa d’atletica per pista (in gergo, “scarpa chiodata”) dalla concezione nuova e rivoluzionaria per il settore delle calzature sportive specialistiche: una scarpa personalizzata dalle caratteristiche innovative per tecnologie e materiale di produzione.
Per creare Pleko, Miro si è avvalso delle competenze e supporto di due aziende, Diadora per le analisi storiche e la progettazione; CRP Technology per la realizzazione della suola-intersuola e nervature, attraverso la stampa 3D professionale con i materiali compositi Windform.
Processo di creazione: gli studi
Analisi biomeccanica e scansione 3D
La creazione delle Pleko inizia dalla scansione tridimensionale del piede dell’atleta.
Segue l’analisi biomeccanica dell’atto della corsa, dell’appoggio e della pressione del piede a terra, sempre attraverso la scansione podometrica.
Il risultato è una serie di dati matematici perfetti e rispondenti alla realtà, che servono al designer per creare un prodotto customizzato.
“Con tale mappatura – spiega infatti Buroni – siamo in grado di modellare la scarpa sulle esigenze podaliche e prestative della persona, rendendo così ogni sportivo un vero e proprio “atleta d’élite” con “voce in capitolo” sulla sua calzatura e necessità ad essa correlate.”
Scansione e analisi biomeccanica permettono anche di comprendere la migliore disposizione degli elementi di trazione sotto la suola, che in gergo sportivo si chiamano “chiodi”.
Studio delle nervature
Caratteristica fondamentale delle Pleko è la perfetta coesione tra la suola-intersuola e la parte superiore della calzatura che avvolge il piede. Tale compattezza è favorita da una serie di nervature che partono da sotto la suola, in corrispondenza delle linee di sforzo massimo generato durante la corsa. Ne deriva una struttura simile ad una gabbia, che ha il compito di:
- sostenere il piede per migliorare la tecnica di corsa
- convogliare l’energia cinetica e ridurne al minimo la dispersione, assicurando una perfetta corrispondenza tra il sistema piede e l’azione della corsa
Studio delle chiusure
Alle nervature, segue lo studio delle chiusure.
La corrispondenza tra nervature/linee di forza e l’aderenza prodotta dalle stringhe, permette una totale chiusura della scarpa.
Un’aderenza non perfetta, o la scelta sbagliata del materiale, possono causare una dispersione di energia. Con le Pleko ciò non accade, e viene assicurata la miglior catena cinetica possibile.
La realizzazione della suola, intersuola e nervature
Ricerca del materiale e tecnologia di costruzione
Dopo aver assunto le informazioni progettuali necessarie alla messa in opera, Buroni decide di affidarsi all’additive manufacturing per costruire la struttura portante delle Pleko, formata da suola-intersuola, nervature e chiodi.
La ricerca si concentra su un’azienda in grado di fornire un servizio di stampa 3D professionale e un materiale con “spiccate caratteristiche di resistenza alla flessione”.
E così Buroni si affida a CRP Technology e ad uno dei suoi materiali top di gamma, il Windform® SP per processo Powder Bed Fusion / Sinterizzazione Laser Selettiva.
Windform SP è un materiale a base poliammidica caricato con fibre di carbonio dalle ottime proprietà di resistenza alle deformazioni e di elasticità: “esattamente le caratteristiche che deve avere la scarpa per l’atletica leggera” commenta Buroni.
Importanza del materiale Windform® SP
Sul materiale ricade quindi una grande responsabilità: l’analisi della forza che l’atleta imprime sulla scarpa durante la corsa, e le necessità ad essa collegate confermano che il successo del progetto dipende dal materiale di costruzione della suola, intersuola e nervature.
Solo un materiale con ottime caratteristiche meccaniche avrebbe permesso a Buroni di realizzare scarpe innovative in stampa 3D. Questo materiale è il Windform® SP.
“Il Windform® SP – sottolinea Miro – è resistente alle deformazioni anche in spessori molto sottili; questa caratteristica del materiale mi ha permesso di apportare alla tradizionale scarpa d’atletica specialistica una miglioria fondamentale: la perfetta fasciabilità del piede, volta a determinare un incremento del comfort e un miglioramento della prestazione e dell’efficienza sportiva.
Peculiarità della parte in stampa 3D e Windform® SP: le nervature, chiodi e grip
Delle Pleko, CRP Technology realizza la suola, l’intersuola, le nervature che partono da sotto la suola e i chiodi.
Grazie a queste nervature, la struttura in Windform® SP abbraccia il piede dell’atleta come una sorta di gabbia, che fascia il piede per favorire il miglioramento della tecnica di corsa. Le nervature hanno un compito specifico: trasportare l’energia cinetica che scaturisce dal movimento biomeccanico della corsa, ed evitarne la dispersione.
Buroni specifica: “Le scarpe d’atletica specialistiche sono formate da suola con l’intersuola e tomaia. Queste parti, che sono unite, sotto sforzo diventano due corpi distinti che creano movimenti asincroni e dissipatori della catena cinetica. Con le scarpe Pleko ciò non accade proprio grazie alla parte costruita in Windform® SP, all’interno della quale risiede la tomaia a calzino, quasi totalmente svincolata dalla struttura, e con il solo compito di proteggere il piede.”
“Durante la corsa – continua Buroni – sulle scarpe si sfoga una forza considerevole, generata dalla spinta prodotta dalla catena cinetica del corpo dell’atleta.
I chiodi sulla suola permettono di disperdere poca forza, ma di contro la sollecitazione sulla scarpa è massima. Questa sollecitazione è fondamentale per migliorare la corsa e la prestazione di gara.”
Risulta dunque chiaro che il materiale di costruzione della struttura portante della scarpa deve rispondere in maniera ottimale alle sollecitazioni e deformazioni che intervengono durante la corsa.
“Inoltre – continua Miro – grazie ai punti di asperità e grip che ho disposto sotto suola, la “gabbia” in Windform® SP consente all’atleta di sviluppare la maggior forza possibile, senza perdite di energia. Ai punti di maggiore pressione podalica ho associato degli elementi di trazione più profondi, lasciando negli altri spazi elementi di grip di minor entità, ma comunque fondamentali per la tenuta dell’intero sistema.”
Al termine della costruzione della parte portante e dopo gli ultimi test effettuati sulla scarpa finita, Buroni si è detto molto soddisfatto dei risultati raggiunti: “Le tecnologie di progettazione e realizzazione, unite alle caratteristiche meccaniche del materiale, hanno impresso all’intero progetto un forte carattere innovativo, consentendo di raggiungere il livello massimo di customizzazione e specializzazione. Sono molto soddisfatto delle mie Pleko in stampa 3D e Windform® SP.”
Vantaggi aggiuntivi: prevenzione, protezione e riabilitazione infortuni
Il miglioramento del comfort si traduce anche in un nuovo approccio alla prevenzione, riabilitazione e protezione dagli infortuni.
Commenta Buroni: “Grazie al livello altissimo di customizzazione, le Pleko rispondono alle necessità individuali dell’atleta: possono per esempio supportare l’attività di riabilitazione legata ad un infortunio pregresso, ma anche aiutare a correggere un’azione di corsa non perfetta, prevenendo così futuri infortuni.”