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Tecnologie avanzate per ricostruire componenti rotti o usurati: realizzazione di una staffa di fissaggio con la stampa inversa 3D e materiale composito caricato fibra di carbonio

CRP Technology ha ricostruito una staffa di fissaggio utilizzando le tecnologie avanzate di cui dispone, e fornendo una soluzione chiavi in mano.

DESIGN CASE STUDY
Il progetto in breve
Sfida
Realizzare in breve tempo un funzionale, robusto e affidabile staffa di fissaggio a "T" per frangisole da montare su un attuatore lineare elettromeccanico
Tecnologia
SLS, Reverse Engineering
Materiale
Windform SP
Risultato
Staffa di fissaggio in stampa 3D
Galleria
Ricostruzione oggetti con stampa 3d inversa e materiale composito

Al giorno d’oggi non è facile reperire pezzi di ricambio, sia che si tratti di sostituti per componenti, meccanismi o, più in generale, dispositivi vari.
Quando questa necessità investe le attrezzature di un sistema produttivo, le conseguenze possono rivelarsi dannose per l’azienda: l’attesa per il ricambio può infatti tradursi in un ritardo nel ciclo di lavoro, con ingente perdita denaro.
E’ possibile superare questa problematica affidandosi a tecnologie e materiali avanzati: il loro sapiente utilizzo da parte di esperti permette di ricostruire in breve tempo ogni tipo di pezzo e/o particolare, consentendo un veloce ripristino dell’operatività.

Il caso applicativo che segue, può essere preso d’esempio per spiegare meglio questo concetto e le varie fasi di ricostruzione di un particolare attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative.

Esso racconta la ricostruzione di una staffa di fissaggio con attacco a “T” attraverso il processo di ingegneria inversa / reverse engineering, la stampa 3D professionale (sinterizzazione laser selettiva) e materiale composito caricato fibra di carbonio.

La staffa in questione è fissata ad un attuatore elettrico lineare per la movimentazione di un frangisole di grandi dimensioni.
Per l’usura del tempo e il prolungato utilizzo, questo pezzo si è rotto in tre parti rendendo impossibile l’apertura e chiusura del sistema di schermatura.

Staffa di fissaggio originale e rotto in 3 parti
Staffa di fissaggio originale e rotto in 3 parti

L’inconveniente è stato trasformato in un’occasione per attuare un test sul campo, finalizzato a dimostrare che è possibile affidarsi alle tecnologie più avanzate per creare, in tempi brevi, il sostituto di un pezzo che risulterà identico, in tutto e per tutto, all’originale.

Soluzione

CRP Technology ha messo a disposizione le sue tecnologie e soluzioni all’avanguardia per effettuare il test di ricostruzione del componente.

Il primo passo è la valutazione del file 3D del componente da costruire.

Già a questo punto, però, gli esperti di CRP si sono trovati di fronte ad un ostacolo: l’impossibilità di visionare il file 3D del pezzo.

Grazie all’esperienza acquisita in tanti anni di attività, e alle tecnologie a disposizione internamente, il team è riuscito a superare la difficoltà affidandosi all’ingegneria inversa/reverse engineering: tale processo, infatti, consente di risalire alle geometrie dell’oggetto reale quando non si ha a disposizione la sua geometria 3D, e in seguito è possibile procedere a modifiche, adattamenti o semplicemente alla sua costruzione.

Creazione del file di stampa 3D mediante utilizzo del processo di reverse engineering

La staffa, rotta in tre parti, è stata incollata per ridarle la sua forma originaria e garantire così la corretta procedura di ingegneria inversa.

Gli esperti di CRP Technology hanno quindi applicato il processo di ingegneria inversa, caratterizzato da alcune fasi:

Rilievo – scansione laser dell’oggetto (staffa di fissaggio). Questa fase consiste nell’acquisizione digitale delle superfici del pezzo (mesh: trama della superficie espressa da triangoli) via scanner. In questo modo si ottiene la forma 3D dell’oggetto rilevato con un grado di precisione che arriva al decimo di millimetro.

Scansione laser della staffa di fissaggio
Scansione laser della staffa di fissaggio
Immagine in tempo reale della scansione: nuvola di punti che il laser rileva durante la scansione, visibile a monitor
Immagine in tempo reale della scansione: nuvola di punti che il laser rileva durante la scansione, visibile a monitor

Modellazione parametrica del file 3D STL / Creazione delle superfici

Dalla mesh, tramite utilizzo di software appositi, si procede alla creazione delle superfici (si tratta di superfici generate da curve espresse da modelli matematici). Le diverse parti ottenute vengono quindi unificate per generare una unica superficie che ricalca il modello originale scansionato, con una precisazione variabile da alcuni decimi di millimetro.

Costruzione del pezzo funzionale tramite stampa 3D e materiale Windform® SP

Ottenuto così il file STL, il team tecnico di CRP Technology ha potuto procedere nella costruzione fisica del pezzo.

Come materiale di realizzazione, è stato scelto il Windform® SP, materiale composito a base poliammidica caricato con fibre di carbonio.

Windform® SP presenta elevati valori di allungamento alla rottura e di resilienza, oltre ad ottime caratteristiche meccaniche e di resistenza al danneggiamento, urti e vibrazioni.

Realizzazione del pezzo attraverso la tecnologia della sinterizzazione laser selettiva, dettaglio della camera di processo con passaggio del rullo
Realizzazione del pezzo attraverso la tecnologia della sinterizzazione laser selettiva, dettaglio della camera di processo con passaggio del rullo

La realizzazione del pezzo, dalla scansione dell’originale alla costruzione via stampa 3D del nuovo, si è svolta in pochi giorni.

Dai controlli effettuati sulla staffa in Windform® SP, gli esperti di CRP Technology si sono detti molto soddisfatti del risultato ottenuto.

Controllo dimensionale, validazione e montaggio in opera

La staffa in Windform® SP è stata comunque sottoposta a verifica dimensionale per accertarne la conformità all’originale.

Controllo dimensionale del staffa di fissaggio in Windform® SP
Controllo dimensionale del staffa di fissaggio in Windform® SP

Terminata la fase di validazione, il pezzo in Windform® è stato montato al posto di quello rotto.

Anche il test sul campo ha portato ad ottimi risultati, e il corretto funzionamento del frangisole è stato ripristinato.

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